Ralph Waldo Emerson.
Dante eccessivo? Non so, ho una mia idea di pigrizia.
La pigrizia, dal mio punto di vista, non è altro che un parziale o totale disinteresse nei confronti di qualcosa che dovremo fare, ma che tutto il nostro essere rifiuta… un male incurabile?
Mentre in alcuni momenti tutto filava liscio, coincideva, gli eventi si concatenavano con sincronia, niente e nessuno avrebbe potuto distrarmi dal suo conseguimento pur con un adeguato sforzo; in altri: intoppi, fraintendimenti e blocchi interrompevano una forza di volontà che via via diventava più esigua, lasciandomi alla fine incapace di proseguire, come se niente stesse valendo lo sforzo.
Tanta fatica, poco o nessun risultato… Che cosa accadeva?
- Stavo facendo qualcosa per compiacere qualcuno, ma ero disallineata con i miei desideri e valori.
- Stavo facendo qualcosa per rispondere a una scelta fatta in passato, ma che in quel momento era in conflitto con la persona che ero diventata.
Motivazione: quello che induce un essere umano a compiere o tendere verso una determinata azione.
Ha due funzioni: attivare (componente energetica) e orientare comportamenti specifici (direzione di orientamento).
Si tratta di un concetto molto ampio che generalmente è suddiviso in tre filoni principali: motivazione estrinseca, intrinseca e orientamento motivazionale.
La motivazione intrinseca si basa quindi sulla curiosità che si attiva quando ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo, sconosciuto, che causa un conflitto concettuale che potrà essere superato solo attraverso l’esplorazione e la ricerca di nuove informazioni e soluzioni.
Ciò avviene grazie alla rappresentazione degli obiettivi che l’individuo stesso vuole raggiungere o evitare; percepisce i propri mezzi e limiti, attraverso la stima di sé, e l’attribuzione causale, cioè attribuisce i propri successi/insuccessi a cause interne/esterne, stabili/instabili, controllabili/incontrollabili;
per interne/stabili/controllabili si intendono: abilità, impegno, uso di strategie appropriate;
per esterne/instabili/incontrollabili si intendono: fortuna, malessere temporaneo, attività troppo difficile, pregiudizi altrui.
Più semplicemente vorrei approfondire e individuare un processo da applicare nei vari ambiti e momenti della vita quando sento che qualcosa mi sta distraendo dall’obiettivo, quando lo sforzo è maggiore del risultato, quando in quel momento vorrei essere altrove, o prendere in prestito da Harry Potter il mantello dell’invisibilità o la pozione polisucco e vestire i panni di altri.
Vogliamo una cosa e la otteniamo, a volte ci riusciamo facilmente, altre no.
Ovviamente ogni individuo avrà un suo modo personale per affrontare le situazioni.
Per una volta, invece che rimanere nella checklist delle cose che non funzionano o non vorremmo, proviamo a viaggiare nella linea del tempo e tornare a un momento positivo che abbiamo sperimentato, al conseguimento di qualcosa che TUTTI, abbiamo nella nostra storia personale.
A quel punto: individuare il processo che avevamo messo in atto, verificare cosa era accaduto e come avevamo agito, e perché no, a quali influenze avevamo dato ascolto…
Ho imparato invece ad apprezzare la sua natura di “zona franca”; un momento propedeutico all’analisi e alla riflessione.
Alla fine della riflessione è risultato più facile concedermi di “aggiustare il tiro” oppure cambiare radicalmente quello che stavo facendo cercando di ascoltare il mio sentire.
“L’unico segno cui deve essere attribuita particolare attenzione è lo stato di benessere dell’anima al momento di prendere una decisione”.
(da Transurfing, Lo Spazio delle varianti).
