Il primo specchio è incentrato su cosa noi inviamo nel momento presente alle persone che ci stanno accanto: l’immagine di quello che noi siamo nel presente.
Vediamo e critichiamo negli altri le nostre colpe.
L’altro, senza rendersi conto ovviamente, mette in scena la rappresentazione della nostra colpa e noi non possiamo sopportarlo, ci accaniamo contro di lui/lei senza renderci conto del fatto che il ruolo del nostro interlocutore è semplicemente quello di aiutarci a capire qualcosa che riguarda noi e non lui.
Il nostro interlocutore si rende disponibile a portarci un messaggio, dovremmo ringraziarlo, o quantomeno non accanirci contro di lui.
È come se ogni volta che il postino ci porta una missiva… lo insultassimo perché ci ha consegnato un messaggio spiacevole…
Rimanere in questo specchio può portare a diventare sospettosi:
se la persona è abituata a compiere azioni discutibili si aspetterà che anche gli altri facciano verso di lei azioni analoghe…
La reazione non è mai una scelta e comporta una non presenza.
Reagiamo a emozioni e rispondiamo al bisogno di creare persone che devono dare scopo e senso al nostro malessere; attaccandole diamo concretezza alla nostra polarità.
Se abbiamo rubato il fidanzato o il marito a un’altra donna, cominceremo a criticare quelle donnacce che non si fanno scrupolo di tentare uomini impegnati, e proprio la nostra reazione emozionale farà apparire nella nostra vita continuamente, uomini di altre…
Questo primo specchio è relativamente semplice, per quanto mi riguarda quando mi trovo in situazioni “critiche” e sento salire dallo stomaco un sentimento di rabbia o di repulsione nei confronti di chi mi sta di fronte, provo a concedermi il tempo di capire quale sia il suo ruolo:
è realmente reo di qualcosa o l’eccesso di emozione negativa nasconde un mio senso di colpa o d’inadeguatezza?
Sto attaccando o mi sto difendendo?
Per una ragione che ancora non mi è completamente chiara, impariamo più dalla sofferenza e dai conflitti che da complimenti e pacche sulle spalle quindi, prima di esplodere, varrebbe la pena di uscire per un momento dalla situazione e osservarla in modo oggettivo, dall’esterno.
La persona che abbiamo di fronte, forse non sarà la persona più simpatica che abbiamo incontrato nella vita, ma dubito che si sia alzata quella mattina con il preciso scopo di metterci in difficoltà.
Prossimo appuntamento il secondo Specchio Esseno che ha una qualità simile al primo ma è un po’ più sottile.
Anziché riflettere ciò che siamo, ci rimanda ciò che noi giudichiamo nel momento presente.
Kay Pollak, Nessun incontro è un caso
Colui che è pronto a vedere e a giudicare il male nelle altre persone, racchiude dentro di sé il seme di quello stesso male.
Un essere spirituale, le cui vibrazioni sono pure ed elevate, è sempre consapevole della scintilla divina che palpita in tutto ciò che lo circonda; e la vibrazione magnetica della sua anima intensifica quell’energia vibratoria in coloro che entrano nel raggio della sua vibrazione.
Paramhansa Yogananda, Verso la realizzazione del sé
… al prossimo specchio!
