Se siete afflitti da qualcosa di esterno, il dolore non è dovuto alla cosa in sé, ma alla valutazione che voi ne fate;
valutazione, che avete il potere di revocare in qualsiasi momento.
Marco Aurelio
Il suo verbale (Martino è affetto da autismo) non mi ha permesso di comprendere completamente la situazione quindi, per scongiurare il peggio, ho deciso di andare al pronto soccorso…
Ho cominciato a sudare freddo, io e lui ci capiamo al volo, ma ovviamente chi non lo conosce: i medici, gli infermieri, insomma le persone con le quali avremo dovuto interagire per capire cosa stava accadendo, NO…
Ebbene sì, io ho un pregiudizio nei confronti dei medici, non di tutti, ma di una buona parte. Ogni volta che qualcuno: un medico, un operatore, parla di Martino senza conoscerlo, tende a generalizzare: “loro hanno… loro sono…” loro chi?
Ormai non ho più voglia, ogni volta, di stare li a spiegare che non esiste un “loro” esiste una persona, un individuo…
Cosa potevo fare?
Mi sono armata di tutta la pazienza di cui potevo disporre, ho chiesto a mio figlio il massimo della collaborazione, facendolo riflettere sul fatto che buona parte di responsabilità era sua e, il primo step con il medico del P.S. l’abbiamo superato brillantemente. Il medico specialista che avrebbe dovuto vederlo (contattato telefonicamente), ha iniziato a fare una serie di domande, alle quali il collega rispondeva a monosillabi. Risposte del tipo … “sì, sì è tranquillo … no, no ci sono i genitori … sì, sì vedrai che collabora … no, no, non è violento … etc etc. non era difficile intuire il timore dall’altra parte del filo…
Come stavano le cose?
Io ero convinta che il medico avesse qualche difficoltà a interagire con una persona con abilità diverse da quelle dei “normodotati” avendo una visione dell’autismo probabilmente “teorica” e generica. D’altro canto trattandosi di indagare nel cavo orale forse che un “normodotato” avrebbe fatto salti di gioia nel sentirsi infilare in gola un endoscopio? Io no di sicuro, quando anni fa avevo ingoiato una spina di orata, che mi è stata poi tolta, infilandomi in gola una pinza lunghissima …
Senza voler fare la vittima, in più situazioni ho vissuto il disagio che alcuni medici vivevano nei nostri confronti, e subìto il rifiuto di intervenire, tanto a che prò … come se una persona come mio figlio (e altri come lui) non avesse il diritto di essere curato con la stessa accuratezza delle altre persone…
Questa volta però ho trovato un medico che non si è lasciato intimorire, si è seduto di fronte a Martino, gli ha spiegato per filo e per segno in cosa consisteva l’indagine, cosa e come avrebbe agito.
La reazione di Martino? quella che ognuno di noi avrebbe avuto, tra lo stupore del medico e degli infermieri presenti.
- pur affetti da autismo non si agisce o reagisce tutti allo stesso modo;
- le persone affette da autismo sono perfettamente in grado di comprendere i messaggi che vengono loro rivolti;
- esistono altri canali di comunicazione e altri modi per comunicare;
- i medici non sono tutti uguali, alcuni si lasciano stupire;
- si possono mangiare altri cibi e in altre forme;
- si possono cambiare le abitudini, basta avere un po’ di pazienza;
- in un percorso di autonomia, sbagliare è utile, anzi indispensabile.
Sono notoriamente difficili da cambiare seguendo le regole della logica o del pensiero razionale; se sei convinto di poter fare qualcosa, lo farai;
se credi invece che sia impossibile sarà esattamente così: impossibile!
Non accade niente se non sei “attrezzato” ad affrontare e superare l’ostacolo; ma tu, essere umano, puoi decidere se farne tesoro e metterti in gioco, o rifiutare l’opportunità che ti si propone definendola “sfiga, sfortuna” e impiegando tutte le tue energie a lamentarti e inveire.
Provare a scendere dal palcoscenico e diventare spettatore, anziché attore protagonista, può permetterti di vedere le cose da un diverso punto di vista ed essere più obiettivo e disponibile!

Ho avuto modo di leggere qs post nella giornata di ieri e, seppure l’avessi trovato interessante, come tutti i contributi di Francesca, avevo la percezione che fosse rimasto in sospeso qualcosa. Nell’arco della giornata sono accadute diverse situazioni, così alla fine della giornata ho ripensato a quanto avevo letto: come sempre Francesca è stata capace di sintetizzare, con semplicità ed efficacia, alcuni temi fondamentali della vita: giudizi e pre-giudizi,convinzioni e volontà. Grazie, cara amica, come sempre sei stata di ispirazione!
Cara Michela, ti dirò che ho esitato alcuni giorni prima di pubblicare questa nostra esperienza, tendo a banalizzare le cose che mi accadono. Poi ho capito che quello che abbiamo appreso io e Martino e’ tutto tranne che banale e ho avuto la conferma di quanto importanti siano le piccole cose della vita. Di quanto possano essere portatrici sane di consapevolezza e presenza. Noi esseri umani tendiamo a dare per scontate molte cose quando le abbiamo apprese, invece possono essere stimolo per altri in cammino. Grazie per i tuoi feedback sempre puntuali.